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Postato alle 12:52 di mercoledì, 30 aprile 2008
Postato da brebisnoir

Una donna napoletana ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica "Solo 1300 euro al mese ho deciso di abortire".
Non so quale sia il motivo per cui questa donna ha scritto questa lettera, forse il suo scopo è quello di trovare un lavoro migliore e meglio retribuito, forse vuole farsi pubblicità, non lo so, ma non credo che sia solo "uno sfogo" come sostiene lei. Uno sfogo non ha bisogno di essere pubblico, almeno questo è il mio pensiero.
Non sono solita giudicare le scelte altrui, né, tanto meno, sono solita fare i conti nelle altrui tasche ma, in questo caso, penso che io possa fare un'eccezione proprio perché la protagonista* di questa storia ha voluto rendere pubbliche le sue scelte ed i suoi conti.
Se le cose stanno veramente come scrive questa donna, l'impressione che dà, almeno a me, è tutt'altro che positiva sotto molti aspetti.
Innanzitutto 1300 euro al mese senza avere spese di locazione per la casa (è ospite di una zia) non mi sembrano pochi. Inoltre lei vive a Napoli, quindi avrà spese per il riscaldamento decisamente inferiori a quelle che avrebbe se vivesse a Torino piuttosto che a Milano o Bolzano.
La mia sensazione è che non si voglia rinunciare a nulla, non si sia più disposti a sacrificarsi per i figli.
I miei genitori si sono sposati giovani, giovanissimi se visti con il metro attuale, hanno avuto tre figli in 33 mesi, mai hanno pensato di rinunciare ad uno di noi. Mio padre lavorava come dipendete di giorno e come libero professionista di sera, mia mamma ha smesso di lavorare dopo la nascita del secondo figlio per occuparsi di noi. E pagavano l'affitto. Avevano una sola auto, non avevano il telefono né il televisore, non uscivano a cena, non andavano in vacanza. E queste rinunce le hanno fatte per molti anni. Prima venivamo noi, poi loro.
La sensazione che questa donna sia egoista è confermata dalla risposta che ha dato quando le è stato chiesto se non avesse pensato alla possibilità di far nascere il bambino e darlo in adozione: "Non lo farei mai. Mai, per nessun motivo. Sapere che esiste da qualche parte nel mondo un mio bambino e io non mi occupo di lui sarebbe lo strazio peggiore".
Scusate ma queste parole mi lasciano basita, una donna che preferisce abortire piuttosto che dare il figlio in adozione perché per lei sarebbe straziante.
Allora scusatemi, mi devo ricredere, hanno ragione gli antiabortisti, ci sono donne che abortiscono a cuor leggero, ci sono donne che preferiscono un figlio morto piuttosto che saperlo amato ed accudito da un'altra famiglia.
Cara signora Sandra (nome di fantasia), come credi che ti sentirai dopo aver abortito? Come credi che ti sentirai ogni volta che ripenserai alla scelta che hai fatto? Come credi che ti sentirai se un giorno vorrai diventare mamma e magari quel figlio tarderà ad arrivare?

* Protagonista che dice di voler restare anonima perché sua madre non sa nulla della gravidanza. Però poi dice che si è quasi laureata in scienze politiche ed aggiunge anche il numero degli esami superati, ci informa di quali lavori abbia svolto e quale lavoro svolga attualmente. Ci dice che suo marito è un cubano, che è un artista e quale lavoro svolge attualmente. Ci informa che vive ospite di una zia, che suo padre è morto e da quanti anni è morto, che lavoro facevano i suoi genitori... Forse resterà anonima per me e per molti di voi, ma sicuramente non per sua madre!

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Postato alle 15:32 di lunedì, 28 aprile 2008
Postato da brebisnoir

Immagine di Lettera dall'inferno a mia madre e ai miei figliQuesto fine settimana, tra lacrime che scendevano copiose, ho letto questo libro, che poi libro non è ma è una lettera scritta da Ingrid ai suoi cari.
La prima frase della prefazione al libro dice "Leggi questa lettera. Leggila bene. La voce che ti parla ti terrà sveglio la notte". E' vero.
Mi hanno colpita le parole d'amore e di fede, le parole di dolore ma, soprattutto, mi ha colpita l'assenza di parole di odio verso chi l'ha privata della Libertà.
Quando finisci di leggere questa lettera ti chiedi come sia possibile resistere tanto tempo prigionieri nella giungla, come sia possibile che un Governo non faccia tutto quanto necessario per restituire la libertà ai prigionieri e come sia possibile che questo passi nella quasi generale indifferenza.

 

 

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Postato alle 12:11 di lunedì, 14 aprile 2008
Postato da brebisnoir

Io proporrei come donna dell'anno Nojoud Muhammed Nasser, anche se lei, di fatto, donna non è.
Non è donna perché è solo una bambina di 8 anni che, invece di poter giocare e studiare come sarebbe suo diritto, è stata data in sposa ad un uomo di 22 anni più vecchio di lei. Un uomo che l'ha picchiata e stuprata e lei ha fatto quello che molte donne più grandi ed emancipate di lei non hanno il coraggio di fare, si è presentata da sola in tribunale, dopo aver chiesto aiuto invano ai genitori ed alla zia, ha denunciato il padre che due mesi fa l’ha data in moglie a un uomo di 30 anni, e il marito, che l’ha picchiata e costretta ad avere rapporti sessuali. Lei vuole il divorzio ma pare che non sarà facile per lei, perché nonstante la legge yemenita fissi a 15 anni l'età minima per contrarre il matrimonio non prevede alcun tipo di punizione per chi la vìola. Inoltre lei è minorenne e quindi non può decidere per se stessa ma deve fare ciò che decide il suo "guardiano". Infine dovrebbe restituire al marito la dote.

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Postato alle 16:17 di mercoledì, 02 aprile 2008
Postato da brebisnoir

L'italico buonismo mi ha stufata.
Le carceri sono piene di delinquenti, le strade e gli stadi sono pieni di teppisti e teppistelli eppure ogni qual volta che muore un tifoso di una qualche squadra di calcio i giornalisti ce lo descrivono come un bravo ragazzo, figlio di madre vedova, cieca e sciancata (o, tutt'al più, di padre ingegnere dirigente d'azienda).
Pertanto io mi chiedo ma i cattivi ragazzi non muoiono mai?

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