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Manca un giorno alla cerimonia d'inaugurazione dei XXIX Giochi Olimpici estivi, quelli di Pechino o Beijing, senza dubbio i più discussi dopo Mosca 1980.
Manca un giorno ed io mi dichiaro dalla parte degli atleti. Non trovo assolutamente giusto che li si tiri per la giacchetta, che gli si chieda di prender posizione, di protestare pacificamente, di, di, di...
I Giochi Olimpici sono il sogno di una vita, ci sono atleti che hanno sudato, faticato, sputato sangue sin da quand'erano bambini per inseguire quel sogno. Uno su mille - rubando le parole della celebre canzone - ce l'ha fatta, si è guadagnato il biglietto per le Olimpiadi e si dovrà giocare una vita di sacrifici in una manciata di secondi o di minuti. Dovrà dare tutto se stesso e qualche cosa in più, avrà bisgono della massima concentrazione e tranquillità, non dovrà pensare a null'altro che alla propria gara. A null'altro.
Manca ancora un giorno al via ufficiale e già si registrano arresti di cittadini stranieri che manifestavano pro Tibet libero. Manca un giorno ed il governo cinese non ha fatto null'altro che dimostrare che in Cina la libertà è ancora lontana da venire.
Manca ancora un giorno ed io non ho ancora sentito dire, dagli unici responsabili, gli unici che dovrebbero parlare, "scusate, è stato un errore assegnare i Giochi Olimpici alla Cina". Speriamo almeno che il C.I.O. impari dai proprio errori.