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ISLAMABAD, Pakistan -- "Sono al campo base. Sono contento veramente, di essere finalmente qui e di essere vivo". Si è conclusa pochi minuti fa l’odissea di Marco Confortola al K2, che è sceso a 5000 metri di quota con le sue gambe visto che, a causa del maltempo, gli elicotteri non hanno potuto effettuare il recupero in volo. Dopo 5 giorni di paura e sofferenza, le drammatiche vicessitudini che sono costate la vita a 11 persone sembrano finalmente volgere al termine. A chiudere la storia è proprio l'alpinista valtellinese, ultimo superstite dell’incubo sulla montagna, che ha finalmente messo piede al campo base.
E così, a poche settimane di distanza dalla tragedia sul Naga Parbat, il mondo è nuovamente in ansia per la sorte di diversi alpinisti sulle pendici del K2.
Le ultime notizie danno l'italiano Confortola, stanco ma tenace, in cammino verso il Campo 1. Venerdì scorso, insieme al suo compagno di spedizione Roberto Manni, ha intrapreso la salia verso la vetta del K2. A far loro compagnia numerose altre spedizioni di diverse nazioni, una ventina tra uomini e donna. Poi gli eventi si sono rincorsi: Manni che non si sente bene e decide di tornare indietro, l'arrivo dei primi scalatori in vetta, gli olandesi, che raggiunta la vetta chiamano e informano che durante la salita uno scalatore è precipitato, probabilmente uno dei due serbi. Sono le otto di sera quando raggiungono la vetta e Confortola deve ancora arrivarci ma lo vedono nei pressi.
Nella notte due pesone, l'olandese Cas Van de Gevel e Pemba Sherpa, arrivano al campo 4 e danno l'allarme: in tarda serata è caduto un seracco portandosi via tutte le corde fisse necessarie agli alpinisti per la discesa, solo loro due si sono azzardati a scendere senza corde fisse. Gli altri apinisti si accampano a quota 8.300 m.. Nel frattempo dal campo 4 partono degli alpinisti, probabilmente 6, con delle corde per riattrezare il tratto e prestare così soccorso agli scalatori bloccati.
Alle 8 della mattina seguente dalla spedizione olandese fanno sapere che gli alpinisti bloccati a 8.300 metri avrebbero inziato la discesa, seguita a vista dai campi base del K2 e del Broad Peak. Due alpinisti sarebbero alla fine del traverso, altri 6-7 all'inizio del Collo di Bottiglia.
Poco dopo le 19 la spedizione coreana arriva al campo avanzato e raccontano che intorno alle 8 del mattino, mentre tutti stavano cercando di capire come fare a scendere, si è staccata una valanga che ha travolto 7 alpinisti.
Intanto al campo base si cerca di ricostruire cosa sia accaduto per capire quante persone siano ancora disperse. Dopo il racconto dei coreani, il bilancio di morti e dispersi, pare essere più grave di quello già terribile che parlava di 9 deceduti e 4 alpinisti spariti nel nulla.
Secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa francese, sotto la valanga sarebbero morti tre sud coreani e due nepalesi. Forse anche il norvegese Rolf Bae chesarebbe stato travolto sotto gli occhi della moglie Cecilie Skog arrivata invece al campo base nelle ore scorse.