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Postato alle 10:13 di giovedì, 24 settembre 2009
Postato da brebisnoir

Lui disse: Usi il reggiseno??? Ma se non hai niente da metterci dentro...
Lei disse: Anche tu usi gli slip...
 
Lui disse: Proviamo a cambiare posizione stasera?
Lei disse: Che bella idea! Tu stiri e io mi stendo sul divano e dormo!
 
Perche' le donne sposate pesano di piu' di quelle single?
Le donne single arrivano a casa, guardano cosa c'e' in frigo e vanno a letto!
Le donne sposate arrivano a casa, guardano cosa c'e' a letto e vanno al frigo!
 
L'uomo: Dio, perche' hai fatto la donna cosi' bella?
Dio: Perche' tu la potessi amare.
L'uomo: Ma... perche' l'hai fatta cosi' stupida?
Dio: Perche' lei ti potesse amare!!
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Postato alle 09:56 di martedì, 08 settembre 2009
Postato da brebisnoir

... e per postare qualche cosa...

 

Due ricche signore si incontrano dopo anni.

Come hai fatto i soldi?

Avevo mandarini e aranci e ho fatto mandaranci. Tu?

.... Avevo pompelmi e pini.. un successo mondiale!!

 

 

 

 

La nonna alla nipotina: ' Cosa ti ha portato babbo Natale?'

Nipotina: 'Un cazzo!'

La nonna: 'Vuoi fare cambio con queste belle ciabattine?'

 

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Postato alle 09:39 di mercoledì, 24 giugno 2009
Postato da brebisnoir

E tu come stai

Ho girato e rigirato senza sapere dove andare
ed ho cenato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore
Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?

E mi fanno compagnia quaranta amiche...le mie carte
anche il mio cane si fa forte e abbaia alla malinconia
Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?

Tu come vivi, come ti trovi
chi viene a prenderti chi ti apre lo sportello
chi segue ogni tuo passo chi ti telefona
e ti domanda adesso..Tu come stai? Tu come stai?
Tu come stai? Tu come stai?

Ieri ho ritrovato le tue iniziali nel mio cuore,
non ho più voglia di pensare e sono sempre più sbadato
Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?

Tu cosa pensi come cammini
chi ti ha portato via chi scopre le tue spalle
chi si stende al tuo fianco chi grida il nome tuo
chi ti accarezza stanco...

Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?

Tu come stai? Non è cambiato niente no
il vento non è mai passato tra di noi, tu come stai?
Non è accaduto niente no,
il tempo non ci ha mai perduto
come stai? Tu come stai?....

(Claudio Baglioni)

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Postato alle 16:47 di giovedì, 28 maggio 2009
Postato da brebisnoir

Ora di cena.
A tavola: mamma, papà, tre figli e la suocera che sferruzza sulla poltrona.
Uno dei bambini a un certo punto chiede:
"Mamma, come sono nato io?"
La mamma un po' imbarazzata, improvvisa:
"Sai, un giorno è arrivata una bella e grande aquila e ha appoggiato un
fagottino sulla finestra, ed eri tu!".
La suocera continua a sferruzzare e alza un sopracciglio.
Allora il secondo bambino, incuriosito chiede:
"E io, come sono nato?"
La mamma prosegue con lo stesso tema:
"Tu invece sei stato portato da un grande condor!"
La suocera continua sempre a sferruzzare e alza l'altro sopracciglio.
Il terzo bambino ovviamente vuole anche lui sapere com'è nato.
E la mamma:
"Un giorno è arrivata una bellissima cicogna e ti ha depositato sul
davanzale della finestra!"
La suocera a questo punto smette di sferruzzare e non riuscendo più a
trattenersi esclama :
"Chissà perché, ma sono sempre stata convinta anch'io che si trattasse di
tre uccelli diversi!!!"
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Postato alle 09:44 di martedì, 05 maggio 2009
Postato da brebisnoir

Siccome oggi è il 05/05, beccatevi questa bellissima poesia.

IL CINQUE MAGGIO - Alessandro Manzoni

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

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Postato alle 15:09 di venerdì, 20 febbraio 2009
Postato da brebisnoir

(…) Ero assieme al tenente e guardavamo le cose nell’oscurità e ascoltavamo il silenzio. Sentimmo che Chizzarri veniva in cerca di noi. — Signor tenente, vi vogliono al telefono, — disse. Rimasi solo e guardavo i reticolati a metà sepolti nella neve, le erbe secche sulla riva del fiume immobile e duro, e sull’altra riva indovinavo nel buio le postazioni dei russi. Sentii una nostra vedetta tossire e un passo lungo e felpato come quello del lupo: il tenente ritornava. — Cos’era? — dissi. E morto Sarpi, — rispose. Guardai nuovamente il buio e ascoltai di nuovo il silenzio. Il tenente si curvò nella trincea, accese due sigarette e ne passò una a me. Mi sentivo allo stomaco come un calcio di fucile e la gola chiusa come se avessi da vomitare qualcosa e non potessi. Tenente Sarpi. Attorno a me non c’era nulla, nemmeno le cose, nemmeno Cassiopea, nemmeno il freddo. Solo quel dolore allo stomaco. — E stata una pattuglia, — disse il tenente; — entrò nel suo caposaldo dalle spalle e penetrò nella trincea. Uscendo di corsa dal suo ricovero alla curva di un camminamento si prese una raffica in petto. Hanno portato via anche un conducente della nostra compagnia che stava spalando la neve dai camminamenti. Andiamo a dormire ora. Buon anno, Rigoni —. Ci stringemmo la mano. Come tutte le mattine, quando venne l’alba, andai a dormire; come sempre mi sdraiai sulla paglia che una volta era stata il tetto di un’isba, con le scarpe, le giberne, il passamontagna; mi tirai sopra il pastrano con il pelo e guardando i pali del bunker mi addormentai. Come al solito, verso le dieci, Giuanin mi svegliò per spartire il rancio. Era speciale quel giorno: patate in umido, carne, formaggio, vino, e, come sempre, nel percorso dalle cu cine al caposaldo s’era gelato. Vedendo il rancio speciale mi ricordai che era capodanno e che nella notte era morto il tenente Sarpi. Uscii fuori dalla tana. Il sole mi fece vedere tutto bianco, poi andando piano per i camminamenti mi portai nella postazione più avanzata sotto i reticolati. Da li guardai le peste del battaglione russo che aveva attraversato il fiume a cento metri da noi. Tutto era silenzio. Il sole batteva sulla neve, il tenente Sarpi era morto nella notte con una raffica al petto. Ora maturano gli aranci nel suo giardino, ma lui è morto nel camminamento buio. La sua vecchia riceverà una lettera con gli auguri. Stamattina i suoi alpini lo porteranno giù con la barella verso gli imboscati e lo poseranno nel cimitero, lui siciliano, assieme a bresciani e bergamaschi. Eravate contento, signor tenente, dei mitraglieri; anche se bestemmiavano quando ordinavate di pulire le armi mentre a voi non piaceva sentir bestemmiare. La sera venivate nella nostra tana: prima dicevamo il rosario, poi cantavamo, poi bestemmiavamo. Allora tenente Sarpi ridevate, poi dicevate parolacce in siciliano. Ora a cento metri da qui vi sono sulla neve le tracce della pattuglia. Parlava sovente del mio paese, mi guardava fisso con quegli occhi piccoli e neri. Giuanin chiedeva al tenente Sarpi: — Quando rivarem a baita sciur tenente? — Nel quarantotto, Giuanin, nel quarantotto —. Giuanin strizzava l’occhio, ritirava mesto la testa fra le spalle e si allontanava borbottando. Il tenente rideva, lo chiamava e gli dava una Popolare. Questa notte il pattuglione russo è passato di là e lui era già morto, con la neve che gli entrava nella bocca e il sangue che gli usciva sempre più piano finché si gelò sulla neve. Nella sua nicchia vicino alla stufa Giuanin mangerà il rancio e penserà: «Ghe rivarem a baita?» Camminavo solo per i camminamenti. Mi fermai accanto a una vedetta e non dissi niente; guardai da una feritoia la neve sul fiume; non si vedevano più le peste della pattuglia, ma io le avevo e le ho ancora dentro, come piccole ombre sulla neve di luce ghiacciata.

Il sergente nella neve - Mario Rigoni Stern

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Postato alle 17:38 di martedì, 09 dicembre 2008
Postato da brebisnoir

Visto che questo blog è frequentato da diversi piemontesi, dato che domenica sera è saltato fuori questo disco e ci siamo fatti due risate ascoltando "La Predica" di Gipo Farassino, ebbene, eccola qui:

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Postato alle 12:33 di mercoledì, 26 novembre 2008
Postato da brebisnoir

Salvatore, un meridionale immigrato a Torino, disperato, entra in una chiesa e inizia a pregare rivolgendosi a San Gennaro:
"San Gennà, aiutami tu, sugnu disperato, nun tengo na lira, nun tengo nu lavoro, mia moglie m'ha lasciato e m'ha portato via pure e creature. Tengo pure 'o sfratto, San Gennà mio, che 'aspita debbo fà?"
All'improvviso una luce divina entra dalla finestra e in un alone di fumo compare la figura del Santo che si rivolge al meridionale e gli dice:
"Caro Salvatore, ho ascoltato le tue preghiere e sono qui per esaudirle, però ho bisogno di una prova assoluta della tua fede. Vai sulla punta della Mole e buttati giù!!"
Impaurito, Salvatore risponde che così facendo morirà, ma il Santo replica che si tratta solo di una prova di fede e che se la sua è forte non gli accadrà nulla.
Allora Salvatore sale sulla Mole, rivolge lo sguardo al cielo e urlando "San gennà, 'o faccio pe tia'" si butta giù.
Naturalmente muore, arriva alle porte del Paradiso e trova San Pietro che gli dice:
"Tu sei un suicida, come mai sei arrivato quassù?"
Risponde Salvatore:
"Ma io non volevo uccidermi, è stato San Gennaro che mi ha chiesto la prova di fede ed io ho ubbidito!"
San Pietro sconsolato gli risponde "Ho capito", poi lo prende per mano, lo porta nella stanza dei Santi e gli dice: "Indicami qual è San Gennaro!"
Salvatore lo cerca e appena lo vede lo indica col dito.
Allora San Pietro si avvicina al Santo e gli dice:
"DUN BOSC, GIUDA FAUS D'UN DESGRASIA'....T'LAS FINI' DA FE AMASE' STI NAPULI ???"

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Postato alle 12:09 di lunedì, 10 novembre 2008
Postato da brebisnoir

sei di Torino quando per dire che hai marinato la scuola dici : ho tagliato!

sei di Torino se l'appartamento lo chiami "alloggio"...

sei di Torino se chiami "bignola" il pasticcino...

sei di Torino se quando ordini un Marocchino in Calabria ti guardano come se fossi un marziano...

sei di Torino se tifi Toro

sei di torino se per fare la svolta da corso a corso ti metti nel controviale...

Sei di Torino se d'estate al bar siedi nel Dehor...

sei di Torino quando dici "beh, io a questo punto farei che andare a pranzo" e loro ti guardano ancora più strano e si chiedono perchè non puoi andare e basta senza "fare che andare"...

sei di Torino quando la frase "ho fatto la figura da cioccolataio" non è positiva, anche tu fossi golosissimo ...

sei di Torino quando fuori dal Piemonte ordini uno stick al bar e ti guardano come se venissi da Marte...

Sei di Torino se anzichè chiedere "Come va?" dici "Com'è?" e nel 90% dei casi ti rispondono "Com'è cosa?"

sei di Torino se a chi non è di torino (o del piemonte) chiedi un cicles e nessuno sa cosa sia...

sei di Torino quando abusi del "più", preferibilmente a seguito del "solo"(es.: ne restano "solo più" 2) ...

sei di Torino se dici "non mi oso"...

sei di torino quando...sei in viaggio, soffri la macchina ed esclami "sto patendo!!!"

sei di Torino se per te ogni via larga e lunga è un Corso ...

sei di Torino se ti giran le balle se una via principale fa una curva ...

sei di Torino quando fuori dal Piemonte vai al bar e chiedi una brioche...

Sei di Torino quando in vacanza ordini un San Simone e guardandoti perplesso il cameriere ti porta un'immaginetta sacra...

sei di Torino quando commenti qualcosa andato storto dicendo "Suma bin ciapà"...

sei di Torino se guidando gridi "Bùgia!" a chi va piano...

sei di torino quando ti perdi se le strade non si incrociano in modo perpendicolare...

sei di Torino se leggendo alcune frasi precedenti ti sei ripetuto: "Perchè scusa? Non si dice così ovunque??"

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Postato alle 11:32 di mercoledì, 27 agosto 2008
Postato da brebisnoir

Il tuo cuore lo porto con me
lo porto nel mio
non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

E. E. CUMMINGS

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